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Itinerari da fare a Valzurio

La Valzurio offre ai suoi visitatori numerosi itinerari: dalla semplice escursione alle Baite del Moschel fino alle salite ai rifugi Albani e Olmo, entrambi posti ai piedi del massiccio della Presolana. Inoltre, durante tutto l’anno, Promoserio, in collaborazione con la Baita Valle Azzurra e la Scuola Guide Alpine Orobiche, organizza molte escursioni guidate in Valzurio.

Le Baite del Moschel
Lo scenario si apre in un affascinante e maestoso anfiteatro naturale, fatto di prati, di boschi, di stalle e di fienili, che abbraccia i costoni di Remescler, il Timogno, il solco della valle scura, il monte Ferrante con il Ferrantino, il bastione nord-occidentale della Presolana, la cresta di Valzurio e i pinnacoli rocciosi del picco Bares: è la magnifica conca in cui sono adagiati i prati e le baite del Moschel, posto a 1265 metri d’altezza. Il Moschel è composto da cinque o sei baite che formano il nucleo principale. Un tempo qui avveniva la cernita della barite, proveniente dalle miniere della Presolana e del Ferrante.
La sorgente del freddo Lungo la strada verso il moschel vi sono tracce di un antico casello: fu costruito all’imbocco di sorgenti d’aria gelida, un fenomeno ben conosciuto fin dall’antichità e che è legato alle correnti d’aria che si muovono nel sottosuolo; d’inverno l’aria vi sale congelando mentre d’estate scende raffreddandosi. I contadini seppero approfittare di questa particolare fonte naturale, utilizzandola per la conservazione del latte e dei formaggi.

Il torrente Ogna

Il torrente, che nasce dal pizzo della Presolana da una sorgente chiamata “occhio dell’Ogna”, scende per ben dodici chilometri fra le rocce e i pascoli della Valzurio, scavando in più punti splendide forre e marmitte. L’Ogna percorre la valle attraversando molti punti di elevato interesse naturalistico , ad esempio , poco sopra la località Moschel si possono ammirare le “marmitte dei giganti“, profonde buche scavate dal fiume nel corso degli anni; in questo punto il torrente assume bellissime tonalità d’Azzurro. In fondo alla vallata, percorrendo la strada Nasolino – Valzurio si possono notare i bellissimi laghetti; questi si sono formati nel 1923 quando fu eretta una diga muraria a volta, per uso idroelettrico, creando un piccolo bacino artificiale, la cui curiosa caratteristica e l’incredibile colore azzurro, colore che ha dato il nome alla valle e alla sua contrada principale.

I Faggi Secolari

Nelle vicinanze della baita di Verzuda bassa si trovano alcuni esemplari di faggi secolari dalle dimensioni quasi mastodontiche, datati almeno a quattrocento anni: a balzare all’occhio sono le contortissime ramificazioni e la circonferenza del tronco. Questi esemplari rappresentano uno scampolo di foresta antica in bergamasca, un significativo esempio di faggeta originaria e quindi di particolare valore sia dal punto di vista storico-culturale che naturalistico forestale. La loro imponenza viene posta in evidenza soltanto con la caduta delle foglie – ossia a pianta spoglia – perché solo allora essi sono in grado di esibire per intero la loro stupenda architettura. Un’antica leggenda narra che parecchie centinaia di anni fa la baita di Verzuda bassa fosse un antico monastero dove viveva un gruppo di monaci, gli stessi che si sarebbero reincarnati nei grandi faggi prima di essere costretti a lasciare il loro monastero nel bosco.

Colle Palazzo

A quota 1267 m. nel territorio della parrocchia di Valzurio abbiamo una delle località più incantevoli della valle: Colle Palazzo, un aperta ed estesa prateria che fa da spartiacque tra il versante sud di Valzurio e quello a nord di Ardesio in frazione Ave. Colle Palazzo, in epoca antica ebbe un’ importanza rilevante in quanto fu un luogo di commercio e di mercato, in particolare di bestiame, di lana, di latticini e scambio di merci varie. Qui giungevano gente dall’alta valle Seriana, dalla valle di Scalve e ancora dalla Valtellina e perfino dalla Svizzera e dalla Germania.

Il Monte Blum

Dalla cima del monte Blum il panorama è mozzafiato: da un lato la valle di Valzurio e dall’altro il territorio di Rovetta e Clusone. La cima del monte è percorsa da una comoda strada che taglia il prato disseminato di baite che caratterizzano il colle. Nel punto più alto si raggiunge la bellissima chiesetta degli alpini. Da qui il sentiero verso nord da inizio al percorso che dalla croce Grem tocca le cime di Bares, poi la cresta Valzurio e infine la Presolana.

Le frazioni di Oltressenda Alta

Nasolino Nella caratteristica frazione, adagiata in aperta posizione ben soleggiata, risiede il comune. Nasolino si colloca in mezzo al verde delle larghe praterie con contorno di folte boscaglie e più in alto di speroni di rocce. Il nucleo centrale dista da Bergamo 38 km e 5km da Clusone. Si distende sulla destra idrografica del torrente Ogna che percorre la vallata, a circa 200 metri a monte del fondovalle, ad altitudine di 730 s.l.m. Di notevole interesse la chiesa di San Bernardo consacrata nel 1500 e l’oratorio di San Rocco. Dosso e Bricconi Entrambe le contrade fanno parte del territorio di Nasolino. Il Dosso è una contrada molto caratteristica tutt’ora abitata, dalla quale si gode una splendida vista sul fondovalle. Al contrario nei Bricconi non esistono residenti fissi, il nucleo è formato da qualche stalla e da un paio di baite. Anche qui la vista sulla valle merita una sosta. Valzurio e Spinelli Anticamente la comunità era formata da tre nuclei abitati: il centro più consistente della Valzurio; la contrada Spinelli e Colle Palazzo. Nel piccolo borgo di notevole interesse storico-culturale è la chiesa di S.Margherita; al suo interno opere di Andrea Fantoni e il bellissimo organo settecentesco. A circa 20 minuti di cammino lungo la strada di fondovalle che sale al Moschel s’incontra la frazione Spinelli di cui si ignora la data di costruzione, ma che è fatta risalire ai primi decenni del 1500. Nella chiesetta un dipinto di notevole valore artistico è la Madonna del Pombioli (importante pittore veneziano del 1630).

Rifugi Albani e Olmo

Il rifugio Albani Da Valzurio il rifugio Albani è raggiungibile prendendo il sentiero che parte dalle baite del Moschel segnato CAI 320. Il rifugio è in posizione ideale per alcune gite scialpinistiche in zona, nonché per affrontare le difficilissime vie di arrampicata sulla parete settentrionale della Presolana. Più facile, ma non meno suggestiva è la via ferrata del Passo della Porta che permette di raggiungere il versante meridionale della montagna lungo cui sale la via normale alla vetta. Il rifugio è stato costruito ed inaugurato nel 1967. Il rifugio Olmo Da Valzurio il rifugio è raggiungibile prendendo il sentiero che parte dalle baite del Moschel segnato CAI 311 Il rifugio dedicato alla memoria di Rino Olmo, fu inaugurato il 29 settembre del 1991. Ubicato a 1819 metri di altezza con una posizione di tutto rispetto. Dolcemente adagiato in una conca poco sotto il Passo Olone. Il Rifugio Olmo gode dell’invidiabile vista sul dolomitico versante sud della Regina delle Orobie: la Presolana.

Important:

Sono disponibili in vendita presso la Baita Valle Azzurra i permessi giornalieri per il transito con mezzi privati sulle strade agro-silvo-pastorali in direzione Moschel e Colle Palazzo.
Scarica la scheda di permesso di transito giornaliero – Leggi il regolamento
Per info e prenotazioni rivolgersi presso baita valle azzurra o al numero 335 6793515 oppure 0346 28193

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